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Come riconoscere la carne di qualità

La carne è una delle basi dell’alimentazione per le persone che non hanno scelto di essere vegane o vegetariane. Di fronte al bancone della carne fresca al supermercato c’è sempre l’imbarazzo della scelta: non è quindi facile riconoscere la carne di qualità. Esistono delle caratteristiche di riferimento. La prima è il colore. Per le carni bovine, l’ideale è che sia di un bel rosso intenso, ad eccezione del vitello che invece è più rosato e innervato di grasso bianco che simula l’effetto del marmo. Anche la carne di maiale dovrebbe tendere al rosa, così come quella d’agnello. Per le carni bianche come il pollo l’ideale è un colore rosa luminoso privo di riflessi.

L’olfatto e il tatto sono strumenti utili per riconoscere la carne di qualità

La seconda caratteristica utile a riconoscere la carne di qualità è l’odore. La materia prima davvero di primordine emana un profumo buono, gradevole e gustoso. Se punge all’olfatto, vuol dire che la carne è di bassa qualità oppure è stata scongelata. Può essere una possibilità.

Sarebbe importante anche toccare la carne, anche se spesso non è possibile per questioni di igiene nei supermercati o nelle macellerie. Qualunque carne fresca, al tatto è soda, consistente, tutt’altro che flaccida. Deve in qualche modo rispondere alle sollecitazioni, restituendo la sensazione di solidità.

L’etichetta e la filiera produttiva come certificazione della qualità della carne

Per riconoscere la carne di qualità è fondamentale leggere l’etichetta, dove viene esplicitato per legge la provenienza dell’animale, dell’allevamento e il tipo di macellazione che è stata compiuta su di esso, oltre alla specie, al taglio commerciale e al paese in cui è stato allevato. È una regola che vale anche per la carne di maiale, di agnello e di pollo, oltre che per i bovini. Per le carni rosse è consuetudine trovare ulteriori informazioni come l’età dell’animale e la tecnica con cui è stato allevato. È importante sfruttare l’etichetta per raccogliere informazioni su ciò che mangeremo: in questo processo il consumatore compie la sua scelta. È sempre meglio, per un italiano, optare per dei tagli di carne provenienti da animali cresciuti in Italia, dove la filiera produttiva è più controllata e sicura.

Come conservare la carne di qualità

Anche la conservazione è un aspetto fondamentale per la carne di qualità. Va posta nel comparto più freddo del frigorifero, in alto, per un tempo inferiore rispetto alla scadenza: meglio infatti consumarla qualche giorno prima della data riportata sulle confezioni. L’ideale è conservare per tre giorni le carni rosse e un paio al massimo per quelle bianche. In caso di congelamento della carne a -18 gradi, è consigliabile consumarla nell’arco di 4 mesi per quanto riguarda la carne di maiale, di 6 mesi per il vitello e 9 mesi per manzo e pollo. Il processo di scongelamento deve avvenire lentamente, dunque è sconsigliato l’utilizzo del microonde: meglio lasciare la carne in frigo per una notte dopo averla estratta dal congelatore, prima di cuocerla.

La carne di qualità di Biancardi 1950

Per non sbagliare, affidati a Biancardi 1950, i cui produttori non applicano né allevamento intensivo né trasporto di massa, ma utilizzano solo allevatori e trasportatori qualificati. La carne di Biancardi 1950 è solo di qualità perché proviene allevamenti controllati, viene trattata da allevatori artigiani di esperienza e viene trasportata in quantità ridotte, in modo tale che gli animali non siano ammassati durante il viaggio e non si stressino. Così la carne rimane tenera e, appunto, di qualità.